Gli Stati membri del Consiglio d’Europa e
gli altri firmatari della presente Convenzione,
considerando che l’obiettivo del Consiglio d’Europa è quello di rafforzare il legame fra i propri membri;
constatando che la contraffazione di agenti terapeutici e i reati simili, per la loro stessa natura, minacciano gravemente la salute pubblica;
richiamando il Piano d’azione adottato in occasione del Terzo Vertice dei Capi di Stato e di Governo del Consiglio d’Europa (Varsavia, 16–17 maggio 2005), che raccomanda lo sviluppo delle misure volte a rafforzare la sicurezza dei cittadini europei;
tenendo presente la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, la Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (1950, STE n. 5)2, la Carta sociale europea (1961, STE n. 35), la Convenzione concernente l’elaborazione d’una Farmacopea europea (1964, STE n. 50)3 e il suo Protocollo (1989, STE n. 134)4, la Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e della dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina: Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina (1997, STE n. 164)5 e i suoi Protocolli aggiuntivi (1998, STE n. 1686, 2002, STE n. 1867, 2005, STCE n. 195, 2008, STCE n. 203) e la Convenzione sulla cibercriminalità (2001, STE n. 185)8;
tenendo altresì presenti i relativi lavori del Consiglio d’Europa, in particolare le decisioni del Comitato dei Ministri e il lavoro dell’Assemblea parlamentare, in particolare la Risoluzione AP (2001)2 sul ruolo del farmacista nel quadro della sicurezza sanitaria, le risposte adottate dal Comitato dei Ministri il 6 aprile 2005 e il 26 settembre 2007, riguardanti rispettivamente le Raccomandazioni dell’Assemblea parlamentare 1673 (2004) su «Contraffazione: problemi e soluzioni» e 1794 (2007) su «Qualità dei medicinali in Europa», nonché i programmi relativi condotti dal Consiglio d’Europa;
tenendo nella dovuta considerazione gli altri strumenti legali e i programmi internazionali relativi, attuati in particolare dall’Organizzazione mondiale della sanità, nello specifico il lavoro condotto dalla task force IMPACT, e dall’Unione europea, nonché quelli realizzati nell’ambito del G8;
al fine di contribuire efficacemente al conseguimento dell’obiettivo comune consistente nella lotta alla criminalità legata alla contraffazione di agenti terapeutici e a reati simili che minacciano la salute pubblica, attraverso l’introduzione di nuove figure di reato e corrispondenti sanzioni penali;
considerando che il fine della presente Convenzione è quello di prevenire e contrastare le minacce alla salute pubblica, e che l’attuazione delle misure della Convenzione relative al diritto penale dovrà essere realizzata tenendo in considerazione il suo scopo, così come il principio di proporzionalità;
considerando che la presente Convenzione non ha per oggetto le questioni relative ai diritti della proprietà intellettuale;
tenendo presente la necessità di elaborare uno strumento internazionale globale incentrato sugli aspetti legati alla prevenzione, alla protezione delle vittime e al diritto penale in tema di lotta a tutte le forme di contraffazione di agenti terapeutici e reati simili che minacciano la salute pubblica, e che preveda uno specifico meccanismo di controllo;
riconoscendo che per contrastare in modo efficace la contraffazione di agenti terapeutici e reati simili, è necessario promuovere una stretta cooperazione internazionale tra gli Stati membri e gli Stati non membri del Consiglio d’Europa,
hanno convenuto quanto segue:
Les États membres du Conseil de l’Europe
et
les autres signataires de la présente Convention,
considérant que le but du Conseil de l’Europe est de réaliser une union plus étroite entre ses membres,
constatant que la contrefaçon des produits médicaux et les infractions similaires, de par leur nature même, menacent gravement la santé publique,
rappelant le Plan d’action adopté lors du Troisième Sommet des Chefs d’État et de Gouvernement du Conseil de l’Europe (Varsovie, 16–17 mai 2005), qui préconise l’élaboration de mesures pour renforcer la sécurité des citoyens européens,
ayant à l’esprit la Déclaration universelle des droits de l’homme, proclamée par l’Assemblée générale des Nations Unies le 10 décembre 1948, la Convention de sauvegarde des droits de l’homme et des libertés fondamentales (1950, STE no 5)2, la Charte sociale européenne (1961, STE no 35), la Convention relative à l’élaboration d’une Pharmacopée européenne (1964, STE no 50)3 et son protocole (1989, STE no 134)4, la Convention pour la protection des droits de l’homme et de la dignité de l’être humain à l’égard des applications de la biologie et de la médecine: Convention sur les droits de l’homme et la biomédecine (1997, STE no 164)5 et ses Protocoles additionnels (1998, STE no 1686, 2002, STE no 1867, 2005, STCE no 195, 2008, STCE no 203) et la Convention sur la cybercriminalité (2001, STE no 185)8,
ayant également à l’esprit les autres travaux du Conseil de l’Europe en la matière,
tenant dûment compte d’autres instruments juridiques et programmes
déterminés à contribuer efficacement à la réalisation de l’objectif commun consistant à lutter contre la criminalité relative à la contrefaçon des produits médicaux et aux infractions similaires menaçant la santé publique, en introduisant notamment de nouvelles infractions et sanctions pénales correspondant à ces infractions,
considérant que le but de la présente Convention est de prévenir et de combattre les menaces qui pèsent sur la santé publique, la mise en œuvre des dispositions de la Convention relatives au
considérant que la Convention ne tend pas à répondre aux questions relatives aux droits
tenant compte de la nécessité d’élaborer un instrument international global qui soit centré sur les aspects liés à la prévention, à la protection des victimes et au droit pénal en matière de lutte con
reconnaissant que pour lutter de manière efficace contre la menace mondiale que constituent
sont convenus de ce qui suit
Il presente documento non è una pubblicazione ufficiale. Fa unicamente fede la pubblicazione della Cancelleria federale. Ordinanza sulle pubblicazioni ufficiali, OPubl.
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